Bambini e ragazzi

Negli anni sono entrate nella Rete anche varie associazioni impegnate nell’insegnamento dell’italiano a bambini, ragazzi, minori stranieri non accompagnati (tav. 3). Questo campo d’intervento oggi vede attive 42 soci della Rete, uno sviluppo stimolato in parte dai genitori che si stanno ricongiungendo con figli cresciuti in patria, in parte dall’aumento di ragazzi che arrivano a Roma da soli, e soprattutto dalle richieste pressanti delle scuole pubbliche del Lazio, in difficoltà con alunni non italofoni. La dislocazione nella regione registra 25 associazioni a Roma e ben 17 nelle province, una differenza rispetto ai corsi per adulti che si addensano ancora in prevalenza nella capitale.

La tavola 3 illustra come si articola l’impegno delle associazioni all’interno delle scuole e nel territorio. Questa distinzione attiene al luogo in cui sono organizzate le attività, mentre in entrambi i casi rimane centrale l’apprendimento della lingua italiana, competenza indispensabile per inclusione scolastica dei ragazzi. Va inoltre precisato che la collaborazione con i docenti e i genitori è ugualmente indispensabile, sia per le attività in orario e in aule scolastiche, sia quando la formazione si sviluppa nelle sedi associative.

Per le attività all’interno delle scuole, nella tavola non viene esplicitato il numero di laboratori svolti da ogni associazione. Alcune associazioni intervengono in un’unica scuola, la maggior parte collaborano con 2-3 scuole. Ma vi sono alcune associazioni che collaborano con molte scuole, come ad esempio i laboratori interculturali e interreligiosi del Centro Astalli e i laboratori di italiano alunni non italofoni che impegnano alcune associazioni in un numero cospicuo di plessi: Piuculture (15 plessi, 160 alunni), Insieme immigrati in Italia (10 plessi), Casa Diritti Sociali (8 plessi).

Mentre all’inizio le richieste di collaborazione provenivano dalle scuole dell’obbligo,da qualche anno anche gli istituti superiori iscrivono alunni così detti neo-arrivati, che arrivano in Italia avendo fatto un pezzo di istruzione nel paese d’origine e senza nulla sapere della nostra lingua. Il duplice disorientamento, in famiglia e a scuola, richiede un impegno particolare da parte dei docenti, dei compagni di scuola e delle agenzie educative del territorio.

Le attività svolte nelle sedi sociali, sono varie: laboratori di italiano e assistenza allo studio, laboratori di lettura e scrittura, socializzazione. Nella tavola sono evidenziati due centri giovani, spazi che per tutta la settimana strutturano un programma di attività creative e ludiche per   tutti i ragazzi, italiani e stranieri e, per questi ultimi è previsto anche il laboratorio d’italiano; questo modello d’intervento è praticato da CIES (centro Matemù) e da Cemea del Mezzogiorno (centro Fenix 19).

Da notare le 7 associazioni che operano con ragazzi accolti in comunità per minori stranieri non accompagnati e/o giovani del circuito penale, poiché in questo caso l’intervento è più complesso e comporta un insieme di attività orientate ad accompagnare verso la vita autonoma: laboratori di italiano, recupero di competenze, inserimento a scuola e nella formazione professionale, assistenza legale, ricerca di lavoro, maturazione di responsabilità adulte. Data la specificità di questo tipo di intervento, la Rete ha costituito un gruppo di lavoro ad hoc per gli operatori interessati.