Genitori

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Criticità

Le famiglie straniere incontrano varie criticità nel rapportarsi con la scuola italiana. L’instabilità economica comporta non di rado cambi di alloggio, con la ricerca di una nuova scuola quando le classi sono ormai definite a settembre e in corso d’anno. Molti genitori, anche di prima immigrazione non parlando bene l’italiano, fanno fatica a comprende le regole per l’iscrizione, scegliere la classe, cogliere i vantaggi del tempo pieno e le agevolazioni per mensa e libri di testo.

Il ricongiungimento con un figlio che ha svolto una parte d’istruzione nel paese di origine comporta una riorganizzazione della vita domestica, che grava su tutto il nucleo familiare, insieme al gap linguistico. Dopo il primo ciclo scolastico, non è facile neppure per molti genitori italiani orientarsi nel complesso sistema di istruzione e formazione, tanto più le famiglie straniere rischiano di essere tagliate fuori da alcune opportunità, per esempio quelle sperimentali. Per esempio, il biennio di istruzione superiore di durata flessibile (1 anno), che fornisce una preparazione professionale e consente il passaggio al terzo scuola superiore.

Più in generale, partecipare alla vita di scuola, dal dialogo con gli insegnanti alle riunioni del Consiglio di istituto sono esperienze precluse senza una mediazione linguistica, come pure seguire i figli nello studio. Sono loro che portano a casa nuovi termini, significati e racconti, insegnando la “lingua filiale”, secondo una bella espressione di Graziella Favaro.

Inoltre va segnalato che le famiglie migranti non usufruiscono della scuola dell’infanzia nella stessa misura degli autoctoni; mentre ormai solo il 3% dei bambini italiani 3 – 5 anni non frequenta la scuola dell’infanzia, il 25% dei coetanei con genitori stranieri restano a casa. Vengono così privati della “via maestra” per imparare la lingua nel modo più naturale.

Soluzioni possibili

Laboratori di italiano nei quartieri, abbinati all’aiuto nello studio, intercettano anche difficoltà che a scuola non vengono manifestate. I genitori stranieri spesso è con alle associazioni che si rivolgono in prima battuta per risolvere intoppi nell’iscrizione, informarsi sulle opzioni scolastiche, affidano al doposcuola la riuscita dei figli.

Laboratori di italiano a scuola costituiscono un complemento al lavoro svolto dagli insegnanti con tutta la classe. L’alunno appena arrivato trova un tempo e un metodo riservato a sciogliere l’ansia del primo impatto e l’apprendimento della lingua per comunicare con il mondo scolastico:  compagni, insegnanti, bidelli. In questa fase il volontario tranquillizza anche la famiglia e facilita il lavoro degli insegnanti, segnalando eventuali specifiche difficoltà di apprendimento.

Quando la scuola si apre al volontariato si sviluppano altre iniziative
– mediatori culturali disponibili per interventi a chiamata, nei colloqui a scuola
– traduzione nelle lingue prevalenti tra i genitori stranieri di avvisi: termini d’iscrizione, cambi di orario, ecc.
– mediatori nelle riunioni del consiglio di istituto dedicate a questioni particolarmente rilevanti
– coinvolgimento delle famiglie nelle aperture della scuola: riunioni open day, feste
– coinvolgimento di genitori stranieri in laboratori di intercultura per tutta la classe
– centro estivo gratuito con laboratori di lingua, scrittura, lettura, per dare continuità formativa quando la scuola è chiusa. Il coordinamento tra più scuole può consentire l’apertura del centro ad alunni del territorio.
– corsi di italiano per familiari da tenere a scuola. Questi corsi sono registrati nella mappa dei corsi per adulti.

L’esperienza della Rete testimonia gli effetti a cascata di queste forme di collaborazione. Da un lato le famiglie colgono l’attenzione della scuola nei confronti di chi proviene da altre lingue e culture, dall’altro le associazioni utilizzando gli spazi all’interno della scuola diventano per così dire “di casa”, più visibili al corpo docente e al personale amministrativo. Fare base dentro la scuola comporta per l’associazione maggiori responsabilità gestionali, ma in cambio la stabilità logistica favorisce una progettazione a medio termine.