Professionalità e lavoro

Professionalità e lavoro

L’apprendimento della lingua e lo sviluppo di competenze lavorative sono due dimensioni centrali nel processo di integrazione, perciò è importante costruire un’offerta coordinata.

I CPIA, in accordo con gli istituti di formazione professionale, possono costruire percorsi dedicati a chi ha una bassa conoscenza della lingua italiana. La Rete collabora con il biennio sperimentale dell’Istituto Cattaneo di Roma e il CPIA 3 (link Piuculture).

Le scuole della Rete sostengono gli allievi che, dopo aver fatto il corso di lingua, intendono proseguire l’istruzione con i CPIA, per esempio svolgendo parte del programma per il conseguimento del diploma di terza media (Insieme Immigrati in Italia e CPIA 10).

Orientamento al lavoro

Gli allievi di Scuolemigranti costituiscono una platea interessata alla ricerca di lavoro e formazione professionale. Nel corso degli anni, alcune associazioni della Rete hanno sviluppato un approccio che mette in sequenza i passaggi necessari per avviare un soggetto fragile verso il lavoro: ascolto, valutazione e auto-valutazione delle competenze linguistiche e capacità professionali, delle aspirazioni personali, stesura del CV, inserimento in un corso di italiano, ricerca di datore di lavoro o di corso professionale e tirocinio, simulata del colloquio di lavoro, eventuale accompagnamento in azienda.

A Roma questo approccio caratterizza in particolare il “Servizio di accompagnamento all’autonomia” del Centro Astalli e il settore di orientamento al lavoro e alla formazione del Centro ascolto stranieri Caritas di via delle Zoccolette. Entrambi i servizi hanno la scuola di italiano e collaborano con COL (Centri di orientamento al lavoro del Comune di Roma), CPI (Centri per l’impiego), enti di formazione professionali accreditati che gestiscono anche corsi brevi (3-6 mesi), con tirocinio e inserimento al lavoro (link relazione Cecilia De Chiara).

Altre esperienze di orientamento e inserimento al lavoro a Roma: link a un file (materiali 21 marzo)

Laboratori professionalizzanti, che non rilasciano qualifiche riconosciute, sono tuttavia molto utili a motivare il migrante a riconoscere le proprie competenze e iscriversi a corsi formali (Auser Latina link Piuculture, link ASSMI).

Le nuove norme che inquadrano i centri di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati riducono i finanziamenti per la formazione professionale, tirocini, avviamento al lavoro.

Nei territori di Latina è in via di sviluppo un coordinamento di  CAS, SPRAR, comunità minori stranieri, CPIA, Scuolemigranti, sotto l’egida dell’Ente Locale, per integrare l’offerta formativa mediante lo strumento del portfolio. (Insieme Immigrati in Italia link Piuculture).

Quando nei territori gli enti locali danno vita a una filiera integrata, che mette insieme corsi di italiano, corsi professionali e inserimento al lavoro, questa infrastruttura diventa il perno delle politiche attive, per stranieri e italiani. In questa prospettiva chiediamo alla Regione Lazio di creare un sito di facile interrogazione e plurilingue, sull’offerta di formazione professionale e di curare la comunicazione istituzionale rivolta alla popolazione migrante, con un approccio di prossimità.