Sportello Piuscuola: i migranti protagonisti nella diffusione dell’iniziativa
Oggi la Rete Scuolemigranti ha incontrato gli allievi dei corsi di italiano della Caritas di Roma, in via delle Zoccolette 19, per parlare dello Sportello Piuscuola, un servizio nato per aiutare i genitori dei bambini appena arrivati in Italia nel delicato momento dell’iscrizione scolastica dei propri figli.
L’incontro si inserisce nel più ampio progetto “Voci Migranti”, che punta a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su forme di immigrazione positiva e cittadinanza attiva. L’obiettivo è incoraggiare le persone migranti a raccontarsi, a partecipare attivamente alla vita sociale e a diventare punti di riferimento all’interno delle proprie comunità.
Le volontarie della Rete e i docenti della Caritas Angela Scaramuzzi, Marisa Tano e Oreste De Grossi, dopo aver presentato il servizio dello Sportello Più Scuola, hanno parlato con gli studenti, stimolandoli a conoscere e condividere il diritto all’istruzione. L’accesso alla scuola, infatti, rappresenta spesso uno dei primi ostacoli per le famiglie straniere: iscrizioni a metà anno, classi già formate, difficoltà linguistiche e scarsa conoscenza delle leggi possono rendere complesso un passaggio che dovrebbe essere garantito a tutti. Lo sportello Più Scuola nasce proprio per rispondere a queste difficoltà, offrendo supporto gratuito alle famiglie e facilitando il dialogo con le istituzioni scolastiche.
Ma il valore aggiunto dell’iniziativa sta nella sua capacità di attivare le stesse comunità migranti. Durante l’incontro, infatti, gli studenti hanno mostrato interesse e partecipazione concreta: è stato condiviso un video multilingue di presentazione del servizio e alcuni partecipanti, come Danuta, Camila, Carla, Lesbia, Shani, e Christian hanno realizzato a loro volta contenuti video per raccontarlo e diffonderlo. L’intento è quello di portare il messaggio fuori dall’aula e di coinvolgere amici, familiari e la propria rete.
In questo senso, “Voci migranti” si conferma un progetto capace non solo di sensibilizzare, ma di generare partecipazione reale. Raccontarsi, informarsi e attivarsi diventano strumenti fondamentali per costruire comunità più consapevoli.
Patrizia Urgera
15 aprile 2026

