Attestato italiano A2

Conclusa l’esperienza dei corsi coordinati, prosegue l’impegno per la lingua di cittadinanza 

Scuolemigranti considera conclusa l’esperienza dei “corsi coordinati con attestato di italiano A2 ed educazione civica”, un laboratorio di collaborazione tra scuola degli adulti e associazioni della Rete che per diversi anni ha consentito a migliaia di migranti del Lazio di conseguire l’attestato, frequentando le scuole della Rete e sostenendo le prove presso i CTP. Questa opportunità è stata predisposta e monitorata, mediante un lavoro svolto di concerto con l’Ufficio Scolastico Regionale, nella consapevolezza che l’attestato A2 – richiesto dall’accordo d’integrazione – è anche requisito per richiedere successivamente il permesso di lungo periodo.

La riforma dei CPIA e le disposizioni del MIUR hanno trasformato la scuola degli adulti: accorpamento CTP in CPIA, autonomia dei dirigenti, centralità dei diplomi di istruzione. Il migrante, oggi, se vuole conseguire l’attestato A2 comprensivo di educazione civica e cultura italiana, deve iscriversi a un corso CPIA; frequentando un congruo numero di ore, l’attestato viene rilasciato senza prove. L’idea circolata in questi mesi di organizzare nelle nostre scuole “mezzo corso” (40 ore) per poi indirizzare gli allievi a frequentare l’altra metà nel CPIA non sembra ragionevole. Comunque questa ipotesi, solo ventilata,  non è stata poi concretamente proposta alla Rete.

Scuolemigranti, invece, intende proseguire l’impegno per un’offerta formativa ampia, articolata su più livelli di lingua, volta ad accogliere allievi che richiedono un attenzione specifica (analfabeti, donne, minori lontani dalla famiglia, ecc.). La Rete promuove una didattica di prossimità che va incontro agli allievi e stimola la consapevolezza dell’importanza dell’italiano per diventare cittadini attivi, protagonisti nell’edificazione della convivenza civile.

A tal fine è importante che gli allievi, durante il corso, vengano stimolati a riflettere se e quale certificato/attestato intendono conseguire e gli insegnanti volontari dovranno informarli sui percorsi per ottenerli, guidando le scelte personali. L’esperienza suggerisce che per qualcuno l’interesse per il “pezzo di carta” è dovuto solo a disinformazione sulle norme (vedi oltre), per altri invece è un utile stimolo per frequentare assiduamente. Per orientare gli iscritti, è importante che gli insegnanti della Rete siano ben informati su norme e procedure in materia di certificato/attestato.

Chi ha bisogno di dimostrare il livello di conoscenza italiano A2 

Per comprendere l’applicazione delle norme è importante distinguere l’impegno a imparare la lingua rispetto all’obbligo di dimostrare il livello di conoscenza dell’italiano.
Al momento dell’ingresso in Italia, i migranti firmano l’accordo d’integrazione che include, tra vari adempimenti, l’impegno a imparare la lingua. La verifica di fine biennio è competenza dello Sportello Unico della Prefettura, che tuttavia non la effettua con sistematicità (almeno nel Lazio).  Più cogente è la verifica del conseguimento del livello A2 per chi chiede – dopo il possesso per almeno 5 anni del normale permesso – la trasformazione in permesso di lungo periodo: in questo caso l’attestazione è condizione indispensabile (assieme ad altri requisiti) e va allegata alla domanda che viene presentata alla Prefettura.

La maggior parte dei migranti – ricongiunti, richiedenti asilo, lavoratori stagionali – non sono vincolati ad attestare il livello A2, quanto piuttosto a dimostrare che si stanno impegnando a imparare l’italiano. L’esperienza della Rete segnala che le commissioni che decidono di accogliere/respingere la richiesta di protezione, tengono conto dell’impegno nello studio del richiedente/ricorrente, fornita da qualunque attestato  anche quelli rilasciati dalle scuole del volontariato. La nostra esperienza segnala che i richiedenti asilo frequentano varie scuole, anche contemporaneamente (CPIA e volontariato), raccolgono gli attestati da ognuna, poi presentano il fascicolo alla commissione che ne tiene conto.

Pertanto la Rete raccomanda le associazioni di predisporre l’attestato per tutti gli allievi (logo e firma del dirigente). La Casa dei diritti sociali utilizza due formati:
-          Attestato giornaliero, che dichiara che lo studente (con le generalità) sta frequentando a una certa data, con indicazione del livello del corso e la sede di svolgimento;
-          Attestato di frequenza con l’indicazione della data di inizio del corso, la precisazione se questo è ancora in svolgimento oppure la data di conclusione, quindi il livello e la sede.
Va sottolineato, in ogni caso, che l’interesse degli allievi per l’attestato non deve portare le associazioni a cercare vie facili, a discapito dell’impegno formativo primario. Sarebbe in contraddizione con la nostra missione educativa e sociale agire di rinforzo (più o meno consapevolmente) all’idea condivisa da molti migranti: in Italia contano di più i pezzi di carta che l’accesso reale al diritto allo studio.

Cosa proporre all’allievo che ha bisogno del livello di italiano A2

Come si è detto, l’attestato può servire per la verifica di fine biennio per chi ha sottoscritto l’Accordo di integrazione (ormai i Decreti flusso per non stagionali non si fanno più da anni e questa platea tende a scomparire, tuttavia assieme ai Decreti per stagionali ci sono figure professionali qualificate che sottoscrivono l’accordo); ma l’attestato serve certamente per chi richiede la trasformazione del normale permesso inj Carta di soggiorno di lungo periodo.

La scuola della Rete, per entrambi i casi, può:
-          incoraggiare il migrante a iscriversi a un corso del CPIA, verificando la conclusione del corso sia compatibile con i tempi della richiesta. E’ importante verificare la gratuità o la tipologia della tassa di iscrizione richiesta (che ormai praticano quasi tutti i CPIA, di circa 30 euro)
-          accompagnare l’allievo al test della Prefettura, seguendolo in tutto l’iter: iscrizione online, avviso dell’appuntamento, preparazione al test, verifica dell’esito anche per incoraggiare eventuali bocciati a continuare la formazione linguistica
-          preparare al certificato CELI di italiano L2 per immigrati. Questo certificato ha valenza europea. L’iscrizione all’esame costa 30 euro, il certificato con marca da bollo 20€. L’attestato sostitutivo è gratuito ed è sufficiente per le commissioni di riconoscimento dello status di rifugiato.
Molte associazioni della Rete sono convenzionate con CEDIS, un’associazione accreditata presso l’Università di Perugia; CEDIS fa parte della Rete. Tramite convenzione (www.scuolemigranti.org/certificatoceli/) le nostre associazioni possono diventare sede d’esame e formare dei volontari nella qualifica di valutatore.

Allievi senza permesso di soggiorno

Rispetto all’accoglienza di migranti irregolari nelle scuole della Rete, viene ribadito che si tratta di una scelta affidata all’autonoma impostazione delle singole associazioni. Varie associazioni aprono le porte agli irregolari, proprio per accompagnare gli allievi e sostenerli nel percorso di regolarizzazione (Casa dei diritti sociali e altre), mentre altre si dedicano solo ai migranti regolari e/o a un target specifico (rifugiati, badanti, donne ricongiunte, ecc.). La Rete considera un valore avere al proprio interno una grande varietà di strategie formative che, nell’insieme, offrono alla popolazione migrante maggiori opzioni.
Va inoltre considerato che i migranti privi di permesso non possono frequentare i corsi CPIA; per imparare la lingua e la cultura dei diritti hanno a disposizione solo scuole allestite dal Terzo Settore. Infine, nel contesto romano e laziale, la presenza crescente di richiedenti asilo, l’alta percentuale di diniegati (non ottengono il riconoscimento) e in assenza di percorsi di ingresso regolare, le presenze degli irregolari andranno a crescere nei prossimi anni.

Quali sinergie con i CPIA 

Conclusa l’esperienza dei corsi coordinati, non cessa l’impegno di Scuolemigranti per l’edificazione di un insieme coordinato delle offerte formative pubbliche e del privato sociale, rivolte ai migranti nel Lazio: CPIA, istituti serali, centri di formazione professionale, scuole delle associazioni. La mancanza di una regia complessiva ricade sui migranti, impossibilitati comprendere come funzionano le varie agenzie formative, a come accedere, ecc. Finora L’USR e la Regione Lazio dimostrano di sottovalutare il problema, si limitano a disseminare qua e là qualche corso in più, con i fondi dell’Europa, senza produrre una visione e un piano organico di medio periodo. Il recente piano nazionale per l’integrazione dei rifugiati, per la prima volta, dedica una certa attenzione all’apprendimento dell’italiano, alla formazione civica e al riconoscimento delle competenze formali e informali possedute dal rifugiato. Vedremo come questo input politico verrà raccolto dai CPIA del Lazio.

Là dove si creano le condizioni, Scuolemigranti si impegna a sviluppare sinergie con i CPIA, finalizzate a facilitare l’accesso dei migranti all’istruzione e alla formazione continua. Potremmo sperimentare l’elaborazione congiunta di un piano formativo locale, che preveda azioni quali: campagne di comunicazione rivolte ai migranti, corsi di italiano propedeutici alla formazione professionale, potenziamento delle commissioni che certificano le competenze, ecc..