A scuola anch’io

A scuola anch’io

“A scuola anch’io” è lo slogan, inaugurato nel 2018, con cui la Rete intende dialogare con le scuole e con le istituzioni, per migliorare l’accesso alla formazione dei “nuovi allievi”: bambini, ragazzi, adulti di origine straniera. Ci siamo domandati chi siamo noi per dare suggerimenti a presidi e assessori, all’Ufficio Scolastico Regionale e al governo? Il gap linguistico, diffuso tra i migranti di tutte le età,  è come un freno a mano che impedisce loro di uscire dai margini, farsi strada a scuola e nel paese e manca una politica nazionale dedicata a diffondere l’insegnamento dell’italiano. Quando un migrante – adulto o bambino – si affida alle nostre associazioni per far valere il suo diritto allo studio, ci segnala due cose:
– da un lato quanti ostacoli sono disseminati nel percorso di chi vorrebbe studiare senza conoscere l’italiano, la “lingua di istruzione”
– dall’altro le falle del sistema pubblico: insegnamento della lingua, istruzione, formazione per il lavoro.

Pari opportunità formative?
La scuola – ne siamo convinti – è l’istituzione cardine per integrare i migranti, ma … raccogliamo tante storie di persone che faticano a trovare l’accesso. Prendiamo il caso della giovane che vorrebbe frequentare un istituto superiore, ha concluso 8-9 anni di studio nel paese di origine, non avendo il diploma italiano di terza media, chiede alla scuola di valutare competenze e conoscenze acquisite; le norme lo prevedono, ma l’istituto non sa come procedere. Simile il caso del 15enne che perde un anno di scuola, aspettando di avere 16 anni per iscriversi al CPIA, fare la terza media e, solo allora poter ottenere una qualifica professionale. Le indagini dell’Osservatorio sugli iscritti nei corsi di italiano per adulti, segnalano la varietà di esigenze formative: analfabeti e altamente istruiti, lavoratori e casalinghe, ecc. Quando ci chiedono dove possono trovare una formazione per continuare a crescere, avanzare di un gradino nell’integrazione, non abbiamo risposte. Domande ragionevoli. Scarse opportunità.

Ci vuole una politica per l’integrazione…
A Roma e nel Lazio non mancano scuole aperte, inclusive con cui le associazioni collaborano. Grazie a risorse aggiuntive, sorgono esperimenti politici, ma durano poco finito il finanziamento. Né da soli e neppure tutti insieme – associazioni, docenti, insegnanti volontari – potremo produrre un sistema integrato per la formazione linguistica, professionale e lavorativa dei migranti. Insieme possiamo raccogliere criticità, individuare soluzioni, presentarle alle istituzioni, comunicale all’opinione. Un percorso sfociato nel 2018 nel primo convegno “A scuola anch’io. Per la formazione dei nuovi cittadini” promosso con il Dipartimento Scienze della Formazione, Università Roma Tre (12 ottobre 2018).  Stesso metodo stiamo seguendo nell’inchiesta con le famiglie neo-arrivate sulle difficoltà di iscrivere i figli a scuola, condivisa con alcuni presidi e assessori municipali. Vedi documento che disegna un insieme di interventi per evitare i respingimenti scolastici.

Per un nuovo assetto normativo e politiche di integrazione
Scuolemigranti, insieme a tanti organismi impegnati sul fronte dell’immigrazione, rivendica politiche di lungo periodo, mirate a stabilizzare e formare la variegata popolazione migrante. Aderiamo ad alcune importanti iniziative:

  • Riforma della cittadinanza alle seconde generazioni (ius culturae)
  • Progetto di legge di iniziativa popolare “Ero straniero”
  • Appello ASGI per regolarizzare lavoratori sommersi Firma anche tu: modulo adesione
  • Appello Saltamuri per “La scuola di tutti nell’emergenza”

Cittadinanza attiva dei migranti
L’impegno dei nuovi abitanti è una leva cruciale per il cambiamento. Nella pagina Con cittadini trovi una galleria di persone immigrate che regalano tempo, creatività, energie per arricchire le scuole, i quartieri, la nostra cultura. Le loro storie hanno alimentato il confronto italiani-stranieri nel convegno nazionale 24 maggio 2019. Vedi eventi